giovedì 21 maggio 2009
Niente tv per una settimana
Si chiama Tv Turnoff Week ed è l'iniziativa inglese che invita tutti i cittadini a tenere spenta la televisione per una settimana. Quest'anno s'è tenuta a fine aprile e se ne terrà un'altra a settembre, e l'idea, che ha avuto appunto origine in Inghilterra 13 anni fa grazie a un signore che si chiama David Burke, in realtà è stata ripresa anche da altri paesi. L'iniziativa quest'anno è stata pubblicizzata con migliaia di manifesti affissi in molte città inglesi con su scritto lo slogan "Get out of the box". L'obiettivo dell'iniziativa è quello di impedire che la televisione si sostituisca ai rapporti umani, e di rendere consapevoli che noi, più che di programma, abbiamo bisogno di relazioni personali, fatti non di un video e di una voce, ma di abbracci, parole dal vivo, sguardi, volti. L'anno scorso negli Stati Uniti sono stati ben 5 milioni gli americani che hanno deciso di tenere la tv spenta. Un'iniziativa lodevole, anche per cercare di diminuire e di limitare il potere della tv di influenzare, spesso in modo negativo, falso e distorto, le nostre idee e le nostre opinioni sugli altri e sul mondo esterno. Per conoscere noi e quelli che ci circondano, forse il modo migliore è ancora quello di parlare con noi stessi e con gli altri e di condividere con entrambi del tempo, magari prendendolo da quello in cui solitamente stiamo un po' inebetiti davanti a uno schermo. (fonte PeaceReporter)
giovedì 14 maggio 2009
Piazze di maggio per un futuro di pace a Rondine
E' in corso nel borgo di Rondine, in provincia di Arezzo, un'interessante settimana di incontri, dibattiti e manifestazioni musicali organizzata dall'associazione Cittadella della Pace e dalla Fondazione Rondine per promuovere una riflessione comuni tra giovani e adulti per pensare il futuro e per promuovere in esso una civiltà della pace. La settimana, che si protrarrà fino al 19 maggio, ha come titolo Piazze di Maggio-Irrompere nel futuro, e prevede la presenza, tra gli altri, del Vescovo di Montepulciano, Monsignor Rodolfo Cetoloni, del principe El Hassan bin Talal di Giordania e dello storico Franco Cardini. In programma anche 2 concerti, nelle serate del 15 e 18 maggio, uno nel borgo di Rondine e l'altro nel vicino Santuario della Verna, con i quali si vuole lanciare anche attraverso la musica il messaggio di pace che è al centro di questa iniziativa. In essi si esibiranno la cantante israeliana di origine yemenita Noa, l’arabo-israeliana di origine palestinese Mira Awad e il musicista italiano Nicola Piovani, oltre agli artisti Stefano Bollani e Davide Riondino. Si tratta di una delle tante testimonianze di pace di cui si fanno promotori i giovani di Riondine, dove studenti provenienti da paesi in conflitto dei Balcani, del Caucaso, del Medio Oriente e dell’Africa vivono insieme un'esperienza di convivenza, di formazione e di studio. Questi giovani, una volta completata il loro ciclo di studi, ritornano nel loro paese di origine per testimoniare, attraverso il loro impegno professionale e civile, la possibilità concreta di una pacifica convivenza.
giovedì 7 maggio 2009
Parents Circle, i familiari delle vittime israeliane e palestinesi insieme per la pace
Sono israeliani e palestinesi che sono stati colpiti da una stessa tragedia: la perdita di uno o più familiari a causa del conflitto che insanguina da decenni la Terra Santa. Loro avrebbero si una ragione in più per odiarsi e per combattersi, con l'intento di vendicare il parente ucciso. E invece queste persone si uniscono, si incontrano, si aiutano, si parlano e danno un preziosissimo contributo alla pace tra israeliani e palestinesi. Perché testimoniano la possibilità della pace, anche quando essa sembra più improponibile. Ed è la testimonianza concreta che poi contribuisce a costruire, passo dopo passe, la pace. Queste famiglie si sono unite in un Family Forum, chiamato Partents Circle e costituito nel 1995, che si propone di lavorare per una piena riconciliazione tra israeliani e palestinesi. Le famiglie di Parents Circle lavorano insieme per prevenire altre tragedie come quelle che hanno vissuto loro, esercitano pressione su politici e opinione pubblica perché si facciano scelte concrete di pace e non di guerra, organizzano azioni educative per la riconciliazione tra i due popoli e si aiutano a vicenda in caso di necessità. Per conoscere meglio i protagonisti di questa testimonianza di pace e le attività da loro svolte, è possibile visitare il sito dell'associazione.
venerdì 1 maggio 2009
Danilo Dolci, ritratto di un uomo che credeva nell'uomo
Danilo Dolci è una di quelle figure che nobilitano la storia di un paese. Questo uomo, nato nel 1924 a Sesana, ha dispiegato la sua vita in un continuo slancio creativo che aveva come frutti pace, promozione dei diritti umani, cultura, e aumento del livello di dignità delle persone. Arrestato nel 1943 dai nazifascisti per la sua avversità al regime, Danilo Dolci, alla fine delle drammatiche esperienze della dittatura e della guerra, decide di andare a vivere a Nomadelfia, nella comunità di Fossoli fondata da don Zeno. Dopo due anni parte alla volta della Sicilia dove inizia la sua opera di pace e di promozione dello sviluppo sociale ed economico a favore della povera popolazione della zona in cui decide di vivere, quella di Trappeto e di Partinico. Qui si pone di fianco alla povera gente e inizia a lottare per la loro dignità. Nel 1952 il suo primo digiuno sul letto di un bambino morto per la denutrizione, con cui riesce a ottenere, per la gente di Trappeto, un nuovo impianto fognario. Dopo pochi anni, guida una protesta popolare, con sciopero della fame collettivo, contro la pesca di frodo che rovina i pescatori del paese. L'impegno di Danilo è quello di rendere le persone coscienti dei propri diritti e consapevoli di poterli fare rispettare. La sua è un'opera di promozione di un'azione collettiva dal basso in cui si prendono decisioni condivise dagli abitanti del paese attraverso incontri, dibattiti e manifestazioni.Un frutto noto di questa modalità di azione sociale è la costruzione della diga sul fiume Iato, voluta e realizzata dalla cittadinanza, per favorire lo sviluppo economico di quella zona della Sicilia e per contrastare lo strapotere della mafia che attraverso il controllo dell'acqua contribuiva ad aumentare il suo potere sui cittadini. L'impegno contro la mafia è stato un altro dei punti fermi della vita di Danilo Dolci, che faceva nomi e cognomi anche di politici locali e nazionali che connivevano con la mafia. Ma Danilo Dolci non è stato solo una persona impegnata nel sociale. Poeta, autore di numerose opere, Danilo Dolci è stato anche un grande educatore che credeva nel metodo maieutico, che mirava a far progredire la conoscenza della verità e ad aumentare il livello di consapevolezza della gente attraverso il confronto, il dialogo e il coinvolgimento attivo dei destinatari della sua opera educativa. Sua è l'idea del centro educativo di Mirto, dove migliaia di bambini sono stati educati con il metodo maieutico studiato e promosso da Dolci. E negli anni '70 Danilo va in giro per scuole e associazioni per proporre questo metodo di una conoscenza che sia processo di crescita condivisa. Altro pilastro dell'azione e del pensiero di Danilo Dolci è la nonviolenza, stile che ha guidato tutte le sue azioni di protesta e di sensibilizzazione. Per questo è stato anche chiamato il Gandhi di Partinico. Per chi volesse approfondire ulteriormente la conoscenza di Danilo Dolci, questo è il sito del Centro per lo Sviluppo Creativo, fondato nel 1958 da Danilo Dolci con il nome di Centro Studi e Iniziative, e che tutt'oggi continua l'opera iniziata da Danilo, mentre su questa pagina è possibile trovare un altro ritratto di Danilo Dolci e l'elenco delle sue opere, cosi come degli scritti su di lui.
venerdì 24 aprile 2009
Un aiuto per il popolo dello Zimbabwe
In Zimbabwe oggi quasi metà della popolazione non è in grado di procurarsi autonomamente il cibo per sopravvivere e dipende dagli aiuti umanitari internazionali; dall'agosto scorso è in corso nel Paese un epidemia che ha fatto 3.000 morti e che ha coinvolto circa 60.000 persone; infrastrutture, servizi sociali e assistenza sanitaria sono gravemente compromessi; dei bambini in età scolare solo il 20% frequenta regolarmente la scuola; per molti l'acqua potabile è introvabile; la produzione economica, soprattutto quella agricola, è quasi ferma. Di fronte a questa drammatica situazione la Chiesa dello Zimbabwe ha rivolto, attraverso la Caritas Zimbabwe, un appello per un aiuto immediato. Grazie alla risposta della Caritas, tra cui Caritas italiana, si cercherà di trovare i fondi necessari per diversi interventi concreti di aiuto. Tra questi la distribuzione mensile di cibo per 164.212 persone, tra cui soprattutto donne, bambini, malati di Aids e anziani, distribuzione del pranzo in 221 scuole per 88.841 studenti, distribuzione di sementi e formazione per l'avvio di orti per 4.607 famiglie, fornitura di medicinali e cibo a 47 centri sanitari, che assistono circa 5.000 persone, distribuzione di pastiglie di cloro per purificare l'acqua a 16.071 famiglie, educazione igienico-sanitaria per la prevenzione del colera, e riabilitazione di 60 pozzi che forniranno acqua potabile a 3.000 famiglie. Per chi volesse partecipare a questa iniziativa di aiuto, è possibile trovare ulteriori informazioni sul sito della Caritas italiana.
martedì 14 aprile 2009
Le suore e le donne sole di Tabaka, in Kenya
Come accade purtroppo in tanti paesi del mondo, anche in Kenya quando una donna rimane da sola, o perché vedova, o perché vittima di violenza, o perché rifiutata dalla famiglia di origine, allora diventa un'emarginata, una persona tagliata fuori dal sistema sociale ed economico della comunità del posto, e per la quale diventa molto difficile tirare avanti. E questo è quello che accade alle single mothers di Tabaka, una cittadina a 400 km da Nairobi, dove donne rifiutate dalla famiglia di origine e vittime di violenza e disagio sociale si ritrovano a lottare da sole per cercare di continuare a vivere. In aiuto di queste donne sono intervenute alcune suore del posto che quotidianamente danno a loro un prezioso appoggio sia di carattere materiale, che di tipo psicologico e spirituale. Ultimamente le suore di Tabaka hanno deciso di acquistare e installare un piccolo mulino, che aiuterà 30 di queste donne ad avviare una microimpresa capace di generare reddito. L'attività dovrebbe dare un grosso aiuto e una speranza di futuro dignitoso non solo alle donne sole di Tabaka, ma anche ai loro bambini. Per Tabaka, cittadina del Kenya abitata da circa 40.000 persone di etnia Kisii, che vivono prevalentemente della lavorazione della pietra saponaria e di agricoltura tradizionale. e che spesso devono lottare contro la povertà, il mulino delle suore diventa un forte segnale di speranza. Il progetto è appoggiato anche dalla Caritas italiana.
giovedì 2 aprile 2009
In Vietnam progetto di riscatto sociale per le donne sole
A Long An, in Vietnam, la comunità è costituita in buona parte da contadini che vivono coltivando canna da zucchero, riso e mango. La situazione sociale in queste terre è spesso caratterizzata da povertà e da un livello di istruzione abbastanza basso. Ma una condizione di vita particolarmente disagiata viene vissuta spesso dalle donne, in particolar modo da quelle che hanno gravidanze fuori dal matrimonio o indesiderate. In tali casi, infatti, le donne sono spesso rifiutate dalle famiglie o costrette ad abortire. A favore di queste donne, una comunità di religiosi del posto, aiutati da Caritas Italiana, ha deciso di promuovere un corso di cucito, attraverso l'acquisto di 30 macchine da cucire, che ha lo scopo di permettere a queste donne di diventare più autonome, di poter magari trovare un lavoro e di riaccquistare cosi quella dignità sociale andata perduta a causa della loro particolare situazione. Quest'iniziativa dovrebbe anche permettere alle donne che si trovano da sole ad affrontare la gravidanza, di portarla avanti in caso di una loro scelta in tal senso, e di poter poi provvedere al mantenimento e alla crescita dei figli. Per chi volesse acquisire ulteriori informazioni su questo progetto, è possibile trovare riferimenti utili sul sito della Caritas Italiana.
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